Gli eventi del 2004 in Iraq hanno drammaticamente fatto intravedere all'opinione pubblica una realtà in piena ascesa già da diversi anni, ma che solo ultimamente – e neanche per molto tempo – ha ricevuto l'attenzione dei media: quella dei mercenari. Su questa nuova e sconosciuta realtà il volume di Gabriella Pagliani si distingue come uno dei più aggiornati e approfonditi; l'autrice, docente di Storia dell'Africa subsahariana alla Cattolica di Milano, illustra i tratti essenziali del fenomeno dandone un'esemplificazione più analitica in tre concreti contesti bellici: Congo, Sierra Leone a Angola. La struttura dello studio è la seguente: muovendo dalla fine della guerra fredda e dalle sue ripercussioni nello scenario africano (cap. 1) si passa a ripercorrere velocemente il mercenariato tradizionale (cap. 2) fino alle sue più recenti trasformazioni (cap.3); il cap. 4 passa in rassegna le più famose Pmc [1], la loro storia e i loro teatri operativi. Dopo svelte pagine dedicate ad azioni mercenarie di stampo “tradizionale” (cap. 5) si esaminano i tre scenari suddetti (cap. 6), per passare - dopo il contributo di Aldo Pigoli [2] sul peacekeeping in Africa (cap.7) – al dibattito sulla possibile regolamentazione del fenomeno (cap. 8).
Le quattro aree che sono le protagoniste di queste pagine, e da cui si evincono i tratti essenziali del fenomeno sono: gli stati agloamericani (USA e GB), la Francia, il Sudafrica e l'est Europa, corrispondenti, rispettivamente, a: l'apparato finanziario e pubblicitario da business di mercato, che è assunto dagli angloamericani; le connessioni con paesi deboli e gravati da instabilità politica, come è nella tradizione della politica imperialista francese [3]; la forte disponibilità mondiale di personale militare ben addestrato, di estrazione sudafricana e est-europea [4]. Di tali caratteristiche la più innovativa è probabilmente la prima, che comporta anche una particolare cura dell'immagine pubblica delle compagnie, ma anche una serie di connessioni affaristico-finanziarie di notevole complessità. Ma il punto più decisivo di tutti è senz'altro la crescita esponenziale di compiti militari che gli stati affidano a soggetti privati; in primis gli Stati Uniti, il che dimostra come il crescente protagonismo di compagnie private non sia determinato dalla debolezza militare di stati instabili, ma sia un fenomeno trasversale, tanto al mondo ricco che a quello povero, e sospinto dall'orientamento favorevole alle privatizzazioni di settori un tempo rigidamente statali.
Il volume offre una mole di informazioni ragguardevole, puntuali ed estremamente incisive, com'è nella tradizione degli studi strategici [5]. La prospettiva generale è incline al realismo politico, nel senso di descrivere lo sviluppo di una tendenza, presentando eventuali correttivi per aumentarne l'efficienza ed evitare situazioni degenerative. L'aumento dell'importanza della sicurezza nel contesto della guerra al terrorismo innescata dagli eventi del 2001, per esempio, è considerata come una variante immodificabile, cui si possono valutare le risultanze in termini di maggiore domanda sul mercato di servizi.
In questo senso il tono del libro è sobriamente empirico, dando la priorità ai dati quantitativi e militari, sottraendosi al più impegnativo compito di un'interpretazione del nesso fra nuovi mercenari-manager e dinamiche storiche attuali.
Nell'ultimo paragrafo l'autrice affronta il punto più controverso: è desiderabile l'impiego di Pmc ed il loro - eventuale - incremento? A merito dell'equilibrio della sua posizione, vi si trovano più interrogativi che risposte. Ci pare di leggere in filigrana [6] una risposta affermativa, vista anche tutta l'enfasi messa sulla necessità di una regolamentazione dell'attività; e regolamentare significa limitare negli aspetti peggiori .
Note
1. Private military companies (Pmc) , compagnie militari private, o Private security companies (Psc ), compagnie di sicurezza private; l'autore preferisce usare tali dizioni parlando delle attuali società che forniscono servizi militari e di mercenariato, per differenziarle dai vecchi mercenari dallo stile tradizionale.
2. Pigoli, ricercatore in Relazioni internazionali, è anche curatore di uno di più documentati siti di geopolitica, www.equilibri.net , su cui è ancora leggibile (febbraio 2005) un interessante dossier sui mercenari oggi.
3. È noto che la Francia ha mantenuto forti legami con l'area francofona dell'Africa, mantenendovi ingenti interessi economici che comportano, in prospettiva, un impegno militare. Si pensi al coinvolgimento francese nella crisi ivoriana del 18 settembre 2002.
4. In tali aree le vicissitudini politiche (crollo del comunismo e dell'apartheid) hanno condotto ad un drastico ridimensionamento degli eserciti, creando una massa di militari disponibili ad ingaggi privati. L'emblema del travaso dal mondo ormai deideologizzato ma fondamentalmente statalista dell'ultimo comunismo ai torbidi maneggi affaristici dell'era globale attuale è forse la carriera di Viktor Bout, ex ufficiale sovietico divenuto uno dei più grandi trafficanti d'armi viventi. Il libro ne dà un agile ma interessante profilo, pp. 226-228.
5. Tutto l'impianto dell'analisi lascia trasparire tale modello: il realismo, la puntualità dei dati, la concentrazione rigidamente focalizzata sui fatti militari, ecc. Il risultato non risulta affatto pesante, neanche per chi parte da presupposti ideali tutt'altro che favorevoli agli studi militari. Segno ulteriore è forse il tentativo di mediare fra le varie classificazioni (servizi solo logistici, di sicurezza, apertamente militari, ecc; cfr. n. 28, p. 49), molto in voga negli studi del settore, ma che per il lettore comune è di interesse piuttosto limitato.
6. La posizione di Pigoli è moderatamente favorevole al peacekeeping ottenuto con l'impiego di Pcm, come esplicitamente asserito dallo stesso nel coro di un dibattito pubblico.
Il sito internet di Franco Angeli:
www.francoangeli.it
Consulta uno dei siti di geopolitica più informati
www.equilibri.net
Leggi la lista delle principali compagnie militari private:
http://www.analisidifesa.it/numero35/sk-compagnieprivate.htm
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