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DE LUCA R., Il terrore in casa nostra. Nuovi scenari per il terrorismo globale del XXI secolo,
Franco Angeli 2002
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I gruppi terroristici – o meglio lo stesso fenomeno del terrorismo – sono l’oggetto di questo libro. Sotto l’impulso dei fattti dell’11 settembre 2001 De Luca – psicologo criminale – passa in rasssegna le varie organizzazioni, i loro metodi e le loro strategie.
Il ruolo dell’attentato alle Twin Towers è esplicitamente dichiarato dall’autore, che aggiunge di aver voluto l’uscita del testo esattamente sei mesi dopo il fatidico evento. Ed in effetti – pur differenziandosi dai tanti istant book usciti in quei mesi su bin Laden e al Qaeda – si avverte al di sotto del tono impersonale e neutro del tono l’atmosfera compulsiva e claustrofobica di quel periodo, come si vede anche –sul piano del contenuto – l’assoluta centralità del terrorismo di matrice islamica, in particolare della rete dello “sceicco del terrore” (come la stampa ribattezzò il miliardario saudita).
La struttura del testo è la seguente: dopo un capitolo introduttivo dedicato a definizioni preliminari segue una panoramica delle maggiori organizzazioni terroristiche nel mondo (in tutti i continenti), le loro tecniche (sequestro, rivendicazione, simbolismo, ecc.), un rapido excursus sui fondamenti dell’Islam e sulle fonti religiose degli estremisti, l’articolazione organizzativa di al Qaeda, un profilo della tipica personalità fanatica e del kamikaze. Chiudono il volume tre capitoli sulle attività più di “frontiera” in questo campo: uso di internet e di armi biologiche, chimiche (tema in quei mesi, si ricordi, di forte attualità).
L’impostazione dell’autore, è bene chiarire, è rigorosamente criminologica, evitando ogni genere di considerazione politica – eccettuati due agili paragrafi dedicati al Medio Oriente e alle ricadute economico-finanziarie dell’11 settembre. Non ci si chiede quali siano che cause storiche e politiche del terrorismo, ma come agiscano i militanti e come si possa combatterli. Anche accetando tale impostazione risulta quanto meno sorprendente il disinvolto uso di una gran quantità di fonti giornalistiche su fatti tutt’ora sotto procedimenti giudiziari, dai quali De Luca trae conclusioni poste con ferrea certezza, quando sarebbe più indicata un’indicazione un poco più dubitativa (l’autore arriva non solo a numerare le città italiane dove gli estremisti dimorano, ma persino i luoghi in cui si frequenterebbero: macellerie di tunisini, internet caffè, centri di cultura!…).
La rinuncia all’analisi politica si fa particolarmente dolorosa è invece dove la personalità fanatica è considerata spiegazione monocausale degli atti terroristici, proiettando sui militanti una luce di irrrazionalità assoluta. Bin Laden sarebbe in sostanza un serial killer, la radice delle sue azioni è, freudianamente, l’infanzia (“Osama è fondamentalmente un infelice… doveva fare qualcosa che lo distinguesse dala massa multiforme dei fratelli”, pp. 145-147 ). Si ha la forte impressione che la metodologia dell’autore, elaborata nell’ambito di fatti criminali occidentali, venga faticosamente piegata a interpretare avvenimenti del tutto estranei al contesto di partenza. Senza approfondire adeguatamente i contesto sociali in cui matura l’estremismo.
Giustamente viene distinto il terrorismo dala guerriglia, anche se la scarsa ampiezza della trattazione impedisce ulteriori specificazioni (più che necessarie per spiegare curiose tendenze classificatorie, per cui è nominanto il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, ma non i contras; né si fa cenno sul terrorismo sionista in Medio Oriente…).
Il sito della casa editrice Franco Angeli:
www.francoangeli.it
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