Testo
Il numero di DeriveApprodi del 2002, dedicato ai movimenti d’Europa, è uscito in prossimità del Social Forum Europeo di Firenze. Esso affronta le contingenze di quella fase storica nella breve introduzione di Sandro Mezzadra (ripresa col conflitto sociale in Italia sotto la guida della CGIL di Cofferati; imminente attacco all’Iraq), e di seguito propone un’inchiesta nel nuovo “spazio politico europeo”. Va premesso che il pregio delle riviste di alto livello è di mantenere il loro valore a distanza di tempo dalla loro pubblicazione, conservando validità e forza. È certamente questo il caso, dato l’imponente lavoro di documentazione realizzato collettivamente e sotto una salda ipotesi metodologica.
Il presupposto di base, illustrato nel saggio iniziale La conricerca come agire politico, si snoda nei termini conricerca e inchiesta. Per conricerca si intende una produzione di conoscenza, unita – ma distinta, non confusa – con l’azione politica, di trasformazione dell’esistente. L’inchiesta è il momento pratico di raccolta dei dati tramite interviste, questionari, ecc. Si sfonda quindi la pretesa di “oggettività”, “neutralità”, “avalutatività” delle scienze sociali. Pretese che appaiono più a nascondere che a eliminare veramente il punto di vista valoriale dell’osservatore, spesso conforme agli orientamenti dominanti della società e alle sue forme di autolegittimazione.
Il risultato è vasto e imponente. In circa 130 pp. Il lettore può farsi un’idea di cosa abbiano in serbo i movimenti di vari paesi europei: Italia, Algeria, Kurdistan, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Gran Bretagna, Finlandia, Germania, Svizzera, Yugoslavia, Turchia. In tale carrellata scopriamo le differenze e le similarità fra i gruppi, gli eventi che costellano i loro percorsi, i temi comuni e quelli differenti: dal precariato all’AIDS, dalle privatizzazioni alla migrazione, ecc. non si può che rimandare il lettore alla ricchezza del testo stesso.
Se può essere avanzato qualche rilievo a questo pur ammirevole lavoro, sarebbe sulla scelta degli interlocutori e sul quadro generale che ne deriva. I temi più centrali nell'impostazione della rivista – forme di lavoro e conflitto sociale, precariato, migrazioni, privatizzazioni e neocapitalismo, redditi, servizi urbani – assorbono l'attenzione degli autori in modo esclusivo. Si privilegia in qualche mondo le forme di radicalità oppositiva più dure nei confronti dell'autorità, lasciando da parte il resto: ong, associazioni di solidarietà, gruppi religiosi, progetti di sviluppo, promozione della legalità. Sia che si interpreti questa scelta come una compensazione della maggior visibilità mediatica di alcune realtà a scapito di altre, sia che si tratti di una consapevole promozione delle realtà più di rottura rispetto ai soggetti più prossimi al dialogo con le istituzioni, il quadro è eccentrico. Certo, viste le premesse metodologiche sopra esposte dichiaratamente “di parte”, non ci si può aspettare una ricerca asetticamente tirata dai numeri. Ma qui si svela forse un rischio della pratica della conricerca, la circolarità fra i valori dell'azione politica e i dati tratti dall'inchiesta, che rischiano di risultarne predeterminati, inficiando così la loro validità come vera e effettuale conoscenza.
torna alla rivista
Il sommario dei numeri della rivista, con la possibilità di ordinarne delle copie, è disponibile sul sito di DeriveApprodi:
http://www.deriveapprodi.org/riv_estesa.php?rivista=deriveapprodi&nome=da020
|