Antenne di Dialogo
di N. Gobenceaux
Traduzione di Matteo Mazzoni, "Maksim Sokolov, Izvestija , 20 maggio 2004"
SUL RUOLO DELLA PERSONALITA' NELLA STORIA

L'uccisione di A. Kadyrov, come ogni attentato terroristico coronato dal successo, ha subito risollevato gli animi dei terroristi e dei gruppi sociali progressisti. Questi ultimi non si stancano di interpretare la morte violenta di Kadyrov come indubbia dimostrazione del fallimento della politica russa in Cecenia, fallimento per di più derivante dalla profonda ingiustizia di questa politica. Da qui gli appelli al dialogo democratico all'interno della Cecenia, alle trattative con i guerriglieri, alla nuova rianimazione della figura di Maschadov, etc [in latino nell'originale – nota del traduttore]. Anche se de mortuis nil nisi bonum [in latino e in corsivo nell'originale – n.d.t.], effettivamente è difficile affermare che puntare su Kadyrov fosse una variante perfettamente ideale, che tutte le altre fossero notoriamente e assolutamente peggiori e che sul defunto non si ponessero alcune questioni. Certamente non era ideale, certamente si ponevano. Insensatezza al quadrato. Come qualcosa di per se comprensibile si postula che l'evidente non idealità di Kadyrov rendesse inevitabile la sua morte violenta (già da due settimane risuonano grida maligne “L'avevamo detto! L'avevamo detto!”), mentre altre varianti come le trattative con i guerriglieri senza bisogno di dirlo si rivelerebbero come garanzia dal ripetersi dei fatti del 9 maggio c.a.

Non è chiaro soltanto con quale gioia lo si dica. Poniamo che il Cremlino accolga gli appelli dei gruppi sociali progressisti e che a Groznyj cominci a regnare Maschadov. Nell'ambito di un'ancor più ampia concessione supponiamo che questo non sia il Maschadov reale, che non rispondeva di nulla e il territorio controllato dal quale era esattamente pari all'area delle suole delle sue scarpe, ma il Maschadov ideale, tale quale si disegna nell'immaginazione del pubblico. Legittimo, responsabile, forte, riconosciuto dal popolo, europeizzato, che tiene tutto sotto controllo, sotto la guida del quale si produce il dialogo, la riconciliazione e altre lodevoli azioni. In quale grado questo garantisce il Maschadov ideale da una bomba o da un proiettile? Proprio in nessuno. Qualsiasi politica di pacificazione – indipendentemente dal suo grado di umanità, legittimità, etc. [in latino nell'originale – n.d.t.] – in un paese dominato dalla guerra inevitabilmente crea degli scontenti. Questi possono essere i “cani da guerra” interni, che non desiderano tornare al lavoro pacifico (visto che è pesante e poco redditizio) o possono essere gli inconciliabili per idee. La pacificazione (anche la più ideale) non può piacere a tutti a Riyad, a Londra e in altri posti, poiché la prosecuzione della guerra indebolisce la Russia (o tutti vogliono vederla forte?) e da la possibilità di condurre azioni destabilizzanti. Finché ci saranno persone interessate alla guerra e ai vantaggi che questa procura, ci saranno sempre persone che desiderano interrompere il processo di pace togliendo di mezzo una personalità scomoda. Anche se fosse la personalità del Maschadov ideale.

In queste condizioni neanche la popolarità di un ipotetico governante ideale gioca un grande ruolo. La popolarità è significativa nell'ambito di una procedura democratica, che s'inchina davanti all'opinione della maggioranza. Ma per mettere in azione una macchina infernale è sufficiente una minoranza organizzata molto piccola. Il terrore in generale è l'arma dei politicamente deboli, che non possono raggiungere i propri scopi con mezzi più pacifici. Indiscutibilmente il pubblico ha ragione di sognare che in Cecenia si stabilisca d'un tratto il sistema automatico di trasmissione del potere che si ha in paesi ricchi e poco problematici, in cui molto poco dipende dalle personalità al potere e perciò toglierla di mezzo in modo non è necessario né sensato. E' possibile che un giorno la Cecenia diventi un giorno una Svizzera del genere, ma questo non sarà presto e nel futuro prossimo il ruolo della personalità pacificatrice sarà come prima molto importante – ciò significa che sarà grande anche il rischio dell'eliminazione fisica di tale personalità indipendentemente dal grado delle sue virtù umane.

In una tale situazione di coinvolgimento della Cecenia in una cattiva politica interna ed estera la morte minaccerà in ugual misura qualsiasi suo governante e più avrà successo, più lo minaccerà. L'incapacità di capire questa poco complessa verità si spiega solo con la fede interiore nel fatto che i terroristi siano nel giusto. Tutte le spiegazioni su quanto cattivo fosse Kadyrov e quanto irragionevole fosse la politica di Mosca si basano sul convincimento che “da noi non fanno saltare in aria senza motivo”. Se l'hanno fatto saltare in aria – c'era un perché. Così come negli anni '30 si diceva “da noi non incarcerano senza motivo”. La prontezza nel cercare nelle azioni delle organizzazioni terroristiche non i loro propri interessi, ma la giustizia e la verità, accomuna perfettamente i gruppi sociali progressisti ai fedeli sudditi Ukrop Pomidoryc [“Finocchio figlio di Pomodoro”, nome satirico dell'“uomo qualunque” sovietico – n.d.t.] dell'epoca dei primi piani quinquennali. E' chiaro che c'è a chi è cara la guerra e a chi la madre e ogni fallimento della politica russa procura una gioia malcelata, ma neanche nel gioire val la pena di mostrare così chiaramente la forza del proprio pensiero politico.

N.B. Per deformazione professionale trascrivo sempre i nomi russi utilizzando la cosiddetta trascrizione scientifica. Non è il massimo, ma la preferisco nettamente alla trascrizione anglicizzante in uso sui giornali italiani. Perciò nelle mie traduzioni:

C va letto come la c di “cielo” , C va letto come la z di “pozzo”, Ch vanno lette come ch nel tedesco “Bach” , E va letto come ie in “ieri” , È va letto come e in “ferro”, Ë va letta come io in “iodio”, J va letto come la i di “mai” , Ja dove non altrimenti specificato indicano la a jotizzata e vanno lette come ia in “piazza” , Ju dove non altrimenti specificato indicano la u jotizzata e vanno lette come iu in “chiuso” , Š va letta come sc in “scena” , Šc vanno lette come una š più morbida, Y va letta come una i gutturale, Z va letta come la s di “caso”, Ž va letto come la j del francese “journal” , ' indica la palatalizzazione della consonante precedente, '' indicano la mancata palatalizzazione della consonante precedente e , ë , i , ja , ju


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