Arte dei Popoli
di Leonardo Masi
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Alcuni appunti per una discoteca poliglotta (Masi)
Ultimi film di De Oliveira (Masi)
Leonardo MASI : " Culture alla deriva negli ultimi film di De Oliveira"

Una riflessione lucida, disincantata, pessimista sul ruolo e sul futuro dell'Occidente ci viene dalle ultime, sempre più essenziali, opere del novantaseienne regista portoghese Manoel de Oliveira che nel suo Un film parlato affronta il tema delle culture a confronto e dello scontro tra le culture. La scarna trama di questo film consiste nel viaggio in nave da Lisbona all'India di una professoressa portoghese e della figlioletta. Nella prima parte del film ascoltiamo le “lezioni” di storia che la professoressa fa alla figlia, man mano che la nave fa scalo nei vari porti europei: Marsiglia, Napoli, Atene. Poi la nave prende la via dell'Egitto e del Medio Oriente. La scena si sposta all'interno dell'imbarcazione: seguiamo la conversazione che al suo tavolo il capitano intesse con tre donne di spettacolo, una greca, un'italiana ed una francese. Ognuno parla la propria lingua e tutti si intendono a meraviglia, ma nessuno capisce la lingua della professoressa che, invitata al tavolo del capitano, deve comunicare in inglese. Improvvisamente arriva la notizia di una bomba piazzata a bordo da terroristi islamici: tutti ce la fanno a scappare tranne la madre e la bambina che salteranno in aria davanti agli occhi dell'esterrefatto capitano sulla scialuppa.

È tutta qui la storia di questo originale film fatto di parole, di conversazioni, come il titolo avverte. È impossibile non pensare, anche se non è mai evocato, all'11 settembre per il modo in cui il film di De Oliveira ci mette in modo crudo e diretto davanti al pericolo del terrorismo; ma non è un film sul terrorismo quello che De Oliveira voleva fare. Non è tanto l'Occidente in generale di cui si vuol parlare, quanto del Portogallo, che dell'Europa è l'estrema propaggine occidentale ed al tempo stesso ne è periferia remota. Il Portogallo è del resto tematica centrale anche nel nuovo film dell'inossidabile regista presentato nel settembre 2004 alla Mostra del Cinema di Venezia, O quinto Imperio – Ontem como hoje , che sembra continuare e approfondire in un certo senso il discorso del Film parlato ..

Il Quinto Impero è un mito scaturito dal sogno di grandezza del re lusitano Dom Sebastião (1554-1578). Cresciuto con la convinzione di essere destinato alla grande impresa di portare il Cristianesimo fino alla Palestina, il giovane re portò invece il paese sulla via della rovina. Per realizzare il progetto della sua crociata (l'ultima della storia) Sebastião minò le casse del suo Paese e contrasse debiti con Stati esteri. Nel 1578 il suo esercito cadde nei pressi di Al-Ksar el Kebir (Alcàcer Quibir per i portoghesi). Il corpo del giovane re non fu mai ritrovato e si alimentò la leggenda di un ritorno del re “Velato” in una notte di nebbia per restituire al Portogallo l'antico splendore. Tra parentesi, curioso è il fatto che la stessa leggenda è presente anche nella cultura musulmana, dove anziché il re cattolico c'è il dodicesimo imam. Il messianismo sebastianista si è protratto da Camões nella letteratura lusitana (e non solo) attraverso i secoli fino al Novecento, come nell'esoterico poema Mensagem di Fernando Pessoa. In particolare, De Oliveira per O quinto império attinge ad un'opera teatrale di José Régio. Il regista aveva affrontato già il mito sebastianista in altri capitoli della sua sterminata cinematografia, dedicando al re morto giovanissimo il film No, o la folle orgia del potere.

Nel 2003, mentre la nave del Film parlato salpa in un mare di nebbia da Lisbona, la professoressa narra alla figlia proprio la leggenda di Dom Sebastião. Cosa rappresentano i commensali che parlano di arte e cultura nella seconda parte del film? Forse proprio i quattro imperi che Pessoa elenca in Mensagem : Grecia, Roma, Cristianità, Europa (1) , e che nel film sono rappresentati dagli attori Irene Papas (una cantante greca), Stefania Sandrelli (una ex-modella italiana), Catherine Deneuve (un'attrice francese) e John Malkovich (il capitano della nave, inglese di sangue misto). Per loro c'è per lo meno una scialuppa di salvataggio, mentre invece il Portogallo è finito, distrutto. Non ci sarà nessun Quinto Impero. Se il confronto con l'Oriente lo distruggerà definitivamente, l'Occidente, quello estremo che guarda l'Oceano Atlantico, già era agonizzante, inesistente.

L'Islam e l'Occidente, visto dalla periferia del Portogallo sono ancora materia di approfondimento del regista nel film Il Quinto Impero - Ieri come oggi del quale attendiamo l'uscita nelle sale. Ecco le parole di De Oliveira: “All'epoca di Sebsatiano il culmine della gerarchia di valori era rappresentato da Dio e dal Papa; oggi c'è un nuovo tipo di religione: l'ateismo. […] Il mondo musulmano non ha la croce, ma il terrorismo, cui ricorre per la sua inferiorità tecnologica e militare rispetto all'Occidente. Però il terrorismo, irrazionale, è la strada sbagliata, come lo è ogni genere di guerra. Nel film ho voluto mostrarlo con la spada di Sebastiano che, gettata a terra, vibra come un serpente. Quello di Sebastiano, il re Annunciato, era il sogno di conquistare il mondo per portare la pace. Folle, ma sorretto da un ideale religioso, da una fede, dal desiderio che Dio lo amasse. L'ideale di gorge Bush è solo d'imporre a tutti la forza e la volontà dell'America.”(2)

Note

1. La Bibbia (Daniele, II) nell'episodio del sogno di Nabucodonosor cita come quattro imperi quello Assiro, quello Persiano, quello Greco e quello Romano. Il concetto di Quinto Impero, fu introdotto dallo scrittore e uomo politico Antònio Vieira (1608-1697

2. Da un'intervista di R. Nepoti apparsa su «Repubblica» dell'11/9/2004



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