Antenne di Dialogo
di N. Gobenceaux
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"Basaev diventerà «Мaschadov» - Per l’armistizio e le trattative è la fine" - Аnna POLITKOVSKAJA, “Novaja Gazeta”, 10.03.2005 - Traduzione di Matteo Mazzoni
L’8 marzo il quartier generale operativo regionale per le operazioni antiterroristiche del Caucaso settentrionale, e in seguito anche il direttore dell’FSB (sigla del Servizio Federale di Sicurezza, i servizi segreti russi – nota del traduttore) Patrušev, hanno annunciato l’eliminazione da parte delle forze dei reparti speciali dell’FSB di Aslan Maschadov, eletto nel 1997 presidente della Repubblica Cecena di Ičkerija (la Cecenia in ceceno – ndt) secondo quanto stabilito dalla costituzione del 1992.
In tal modo il 9 marzo si può constatare: in tutta la storia della Cecenia, questa ha avuto quattro presidenti, e tre di essi prima della primavera del 2005 sono stati uccisi, mentre la legittimità del quarto, l’attualmente vivente Аlchanov è una questione estremamente discutibile. Cioè: un altro territorio con una situazione politico-militare così confusa e con un continuo spargimento di sangue sulla carta dell’Europa contemporanea non c’è.
Inoltre, molto importante per la storia: Маschadov è stato ucciso, come migliaia di altri ceceni, uomini e donne, per via di una denuncia di alcuni ceceni contro altri, denuncia, ottenuta con la tortura — il più diffuso metodo d’informazione e d’indagine dei tempi della prima e della seconda guerra cecena. Anche in questo senso Маschadov ha condiviso la sorte del proprio popolo, ciò che può solo sognare chiunque pretenda la leadership. Cioè: Маschadov resterà nella memoria della Cecenia. Non è escluso che ci resti con l’immagine di un grande martire, senza guardare alle sue azioni precedenti.

A chi può essere utile questo? Cioè, chi sarà in Cecenia e intorno ad essa alla fine degli otto anni dell’era Маschadov? Per capire questo bisogna ricordare un’altra circostanza: Маschadov è stato ucciso durante il proprio prolungato armistizio unilaterale (dichiarato il 14 gennaio), che, forse, non si è rivelato troppo efficace, ma comunque resterà nella storia come l’unico armistizio della seconda guerra cecena e concretamente come segnale di buona volontà, una mano tesa al Cremlino come segno di aspirazione ad iniziare trattative per la cessazione delle ostilità, la smilitarizzazione e la mutua consegna di criminali (la sintassi assai complessa è quella dell’originale – ndt).
L’eliminazione di Маschadov proprio in questo periodo significa che l’armistizio è finito. Dimenticatevene. Basta. E non ci saranno trattative. Dimenticatevi anche di questo: le madri dei soldati non sono più necessarie. E alcune altre madri. Saranno necessarie altre guerre. La pace in Cecenia si sposta su orizzonti finora invisibili. Il motivo (a parte il Cremlino, certamente, dov’è la radice di tutti i motivi) è la situazione interna all’ambito della resistenza cecena, che è tale che Маschadov quasi da solo e con le ultime forze tratteneva i propri estremisti. Per esser chiari: questi ultimi sono convinti che con la Russia si debba combattere con tutti i mezzi possibili, fra cui quelli, che sono stati mostrati a Beslan. Ora non c’è nessuno a trattenerli. Si è creato un vuoto fra chi poteva trattenere. In compenso c’è chi incitare. Il ruolo di leader della resistenza cecena (indipendentemente da chi designerà per questo ruolo il GKO — il Comitato Statale per la Difesa dell’Ičkerija, che opera clandestinamente) passerà al principale avversario dei metodi moderati di Maschadov. Il suo cognome è Basaev. In tal modo si può constatare che in conseguenza dell’operazione per l’eliminazione di Маschadov, organizzata dai reparti speciali dell’FSB della Federazione Russa, le redini delle forze di resistenza sono prese da Basaev, a cui la legittimità non interessa affatto. Proprio questi diventerà «Маschadov», anche se non gli è dato diventarlo senza virgolette. Per dirla brutalmente: Маschadov lottava per il riconoscimento della propria parte nelle trattative — Basaev diviene egli stesso questa parte. Ma senza trattative.

E ciò significa che in conseguenza della morte di Маschadov ci troviamo in Cecenia due figure equivalenti per spirito sanguinario e medievale — Basaev e Kadyrov junior. Tutti gli altri (tutta la gente del nostro paese) staranno tra questi due fuochi.
Che significa — «essere tra due fuochi»? Significa atti terroristici. Šachidy e šachidki (šachid è la russificazione dell’arabo shahid, “martire”, šachidka è il “femminile” di šachid; si tratta di kamikaze – ndt). Un “sottosuolo” islamico che va sempre più nei bunker. Le prigioni sotterranee di Kadyrov e come risposta a lui i bunker di Basaev. Il nostro: «Per favore, non andare in metrò oggi, qualcosa m’inquieta...». Il loro: «E dove dobbiamo nasconderci? Voi i nostri figli, noi i vostri…».
Alle spalle di Kadyrov c’è Putin. Alle spalle dell’altro pure troppo per non tenerne conto.
Chi c’è dietro Basaev? Gli «arabi»? Come amano chiacchierare di questo, sottolineando la propria importanza, i federali in Cecenia (i federali ceceni e i federali non ceceni)?
Dietro Basaev non ci sono i mercenari, anche se ce ne sono, ma non sono determinanti. Dietro Basaev — e questa è la cosa più importante — c’è una resistenza che si sta sempre più radicalizzando. Il suo terreno di coltura è prima di tutto la gioventù della Cecenia, che non conosce un tipo di vita diverso dal salvarsi dalle umiliazioni a cui sono continuamente sottoposti dai federali e dal partecipare per molti anni di seguito ai funerali di persone uccise senza colpa.

Un altro terreno di coltura del radicalismo è il sottosuolo islamico. Più va avanti la guerra, più il sottosuolo si fa profondo. I suoi membri sono sempre di più e al posto di un guerrigliero eliminato ne nasce necessariamente un altro. Così era nella stessa Cecenia, nella zona dell’«operazione antiterroristica», così è stato sempre nelle repubbliche del Caucaso settentrionale attorno alla Cecenia. L’esistenza di un sottosuolo islamico è una realtà anche là. E più umori anticaucasici e antiislamici ci saranno nella società (e questi sono sempre più forti sotto la «saggia» guida del Cremlino), più stupide azioni compirà l’FSB per screditare l’islam, più forte si farà questo sottosuolo. Se si vuol ridurre a una formula quello che è successo negli ultimi anni, si ha quanto segue: sull’esempio della Cecenia il potere voleva mostrare com’è pericoloso alzare la cresta con lui e certamente l’ha mostrato, ma ha ottenuto l’effetto contrario — per cinque anni e passa con un ritmo di crescita significativo sono entrati in scena troppi giovani musulmani genetici (sic – ndt), che non accettano di essere persone di seconda categoria e cercano di salvarsi in un islam sempre più chiuso al mondo esterno.
In tal modo l’epoca di Маschadov, ex comunista e colonnello sovietico, fattosi amico dell’islam solo nei suoi ultimi anni, e la lotta intransigente fino alla stupidità proprio con Маschadov hanno portato al risultato che la generazione dei suoi figli più giovani non desidera più appartenere all’islam moderato. Vogliono essere radicali nei confronti del potere che elimina i moderati.
La bandiera di questo sottosuolo è Basaev. Per molto tempo un ostacolo sulla strada del “sottosuolo” è stato Маscahdov. L’ostacolo è stato eliminato. La strada è libera. Questo è molto comodo per Basaev. Ha ottenuto quello che ha sognato per lunghi anni — una decina d’anni. E ora non ha importanza neanche che Basaev non abbia la legittimità che aveva Маschadov. A Basaev non interessano le questioni di legittimità. Gli interessa il meccanismo preparatorio di un attentato contro la Russia. La morte di Маscahdov a Тоlstoj-Jurt per Basaev è semplicemente una buona dimostrazione, che conferma il suo noto slogan, secondo cui non può esserci nessuna trattativa con la Russia e che con la Russia si può solo combattere con OGNI mezzo.


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