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dossier n. 1 - settembre 05: "L'occidentalizzazione del mondo "
Dal 1989, quando uscì per la prima volta il libro di S. Latouche L'occidentalizzazione del mondo (tradotto qualche anno dopo anche in italiano), il tema è passato dalle solitarie considerazioni di un antropologo al più ampio respiro della contestazione di massa. Da allora è apparso sempre più urgente domandarsi se sia vero che i paesi occidentali (USA, UE, Australia, Nuova Zelanda, Canada) tendono ad imporre al resto del mondo le loro regole, i loro stili di vita, i loro ideali estetici e il proprio retroterra culturale. Tema complesso come nessun altro, tanto per i percorsi di riflessione che tocca – universalità dei diritti umani, mezzi di comunicazione “globali” – quanto per gli stessi termini di partenza, quanto mai opinabili (c’è un Occidente o ce ne sono molti? Cos’è la cultura, o quali tratti di essa vengono imposti al resto del mondo, se è ciò che accade?). Qualunque posizione si assuma, interrogarsi sulla questione sarà sempre più urgente nel corso dell’intensificazione dei contatti fra nazioni, cività, comunità. Indubbiamente esistono i mezzi che possono permettere ad una singola cultura – qualunque cosa si intenda con essa – di imporsi sulle altre. Ma è molto difficile ipotizzare una colonizzazione soft, prima di contraccolpi, resistenze e strumentalizzazioni. Per questo è importante rendersi conto se un tentativo di tal genere è davvero in corso: per capire se le attuali linee di sviluppo conducono ad uno scenario di scontro, e se in tal caso è possibile ammortizzare o disattivarne la violenza. Cultura/e e violenza: un legame strettissimo. Quanto quello che sussiste fra presente e futuro.

1- S. CALZONE: Chi è l'Occidente ? Problemi di identità

La questione dell’identità dell’Occidente è particolarmente complessa ed il nostro intento, in queste poche pagine qui presentate, è piuttosto quello di suggerire un breve percorso di analisi di quella che molti hanno definito come una “occidentalizzazione del mondo”. L’impianto critico adottato impone, però, una prima riflessione: che cosa si intende per Occidente ? Che cosa è ciò che “occidentalizza” il mondo e ne fa una guerra di alcuni contro tutti ? Per tentare una breve definizione di ‘occidente’, secondo Said, conviene forse partire dal suo opposto: l’Oriente, ciò che viene occidentalizzato. Innazitutto dobbiamo liberarci di quei vincoli geografici che hanno accompagnato da sempre l’idea di occidente e di oriente: "l’occidente è una nozione più ideologica che geografica. Nella geopolitica contemporanea il mondo occidentale designa un triangolo che chiude l’emisfero Nord del pianeta con l’Europa occidentale, il Giappone e gli Stati Uniti. […] Così l’Occidente è una nozione che l’estensione e anche le variazioni della sua base geografica tendono a ridurre a uno spazio immaginario" [Latouche, L'Occidentalizzazione del mondo]...
2- A. GIORGI: La democrazia delgi altri: le radici globali della cultura democratica

Non c’è ragione di stupirsi che in Irak le prospettive immediate di democrazia, che dovrebbe essere introdotta dalla coalizione militare anglo-americana, siano considerate con sempre maggiore scetticismo. Le evidenti ambiguità negli obiettivi dell’occupazione, il suo stesso prolungarsi senza un termine preciso, e una generale mancanza di chiarezza sul processo di democratizzazione rendono questi dubbi inevitabili.
3- N. GOBENCEAUX: Introduzione, parlare di occidentalizzazione del mondo

Parlare di occidentalizzazione del mondo conduce a contrapporre due parti del mondo: la parte occidentalizzata e quella non ancora totalmente occidentalizzata. Tradizionalmente si contrappone perciò il mondo sviluppato al mondo in via di svuluppo. Tale opposizione si esprime con diverse terminologie che mutano di tanto in tanto a seguito alle varie impostazion concettuali.
4- I. CONTI: Un esempio di occidentalizzazione del mondo: detenzione e diritti dei detenuti di Guantanamo

Il tema della occidentalizzazione del mondo trova espressione anche in materia di giustizia e prigionie. A Guantanamo, infatti, trovano applicazione pratiche di prigionia e principi giuridici (peraltro violati) esclusivamente occidentali nei confronti di prigionieri, per lo più, provenienti dai paesi arabi.
5- H. ODZ: Dalla mondializzazione...all'occidentalizzazione

Ogni società è costituita in modo da essere spinta, se non a migliorare, a mutare. Ciò è inevitabile. Uno dei progressi tecnici più recenti è la terza rivoluzione tecnica (dopo l’invenzione della macchina a vapore e il motore a combustione), la comunicazione in tempo reale. Quest’ultima, combinata con l’evoluzione dei trasporti rapidi, partecipa in larga misura alla messa in opera della mondializzazione.

6- F. DU PASQUIER: Civilité et humanité selon René Girard

René Girard est l’un des ces penseurs contemporains qui ré-interroge notre tradition spirituelle en passant par ses œuvres littéraires. Auteur de « La violence et le sacré » dans lequel il cherche à dévoiler l’universalité du mécanisme mimétique et sa résolution dans la désignation collective d’une victime, il s’est aussi attaché à montrer la conscience de ce phénomène qu’avait les grands auteurs littéraires

7- C. GAYET: Composantes théoriques de l’occidentalité du point de vue des espaces occidentalisés

Parler d’occidentalisation c’est parler de mondialisation d’un certain point de vue. Commençons par nous entendre sur quelques termes au préalable. L’occidentalisation n’est pas le processus de mondialisation en général, entendue comme processus de réduction des distances (de toutes natures) entre les différents éléments qui composent cet espace qu’est le monde.

 





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